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autore : ARMANDO CLAUDI
redazione : Fabiano editore
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1953 Sette anni dopo la fine della guerra, l'economia italiana sta ancora arrancando con fatica verso una rinascita che alla fine arriverà.
Ovunque, la ricostruzione è animata dal desiderio di lasciarsi velocemente alle spalle le quotidiane difficoltà e per molti è giunto il momento di giocare la carta dell'imprenditoria.
Per chi è alla ricerca di facili traguardi sarà un'avventura destinata a spegnersi al sorgere dei primi ostacoli, per i più coriacei invece, una scelta di vita costellata di sacrifici personali ma mai rinnegata.
Sirio Aliberti appartiene a questi ultimi.
Emblema del piemontese tutto d'un pezzo con, in più, la rara qualità di disarmare i problemi con un sorriso.
Forte di una preparazione professionale, maturata al sole delle Colonie in Africa Orientale, Sirio Aliberti metterà la meccanica al servizio del settore enologico, consapevole di possedere idee vincenti.
Ciò che ancora non sa è che le sue intuizioni contribuiranno allo sviluppo economico e sociale del contesto in cui si esprimono.
"Negli anni cinquanta, la produzione enomeccanica locale era inesistente"
ricorda la figlia Elda, oggi al timone dell'azienda
"le attrezzature che componevano le prime linee d'imbottigliamento provenivano principalmente dalla Germania, dalla Francia e la loro manutenzione era necessariamente affidata agli operatori stranieri con costi che pesavano sulla produzione vinicola.
Fu anche il desiderio di contribuire alla risoluzione di questi problemi a stimolare mio padre nell'intraprendere il suo cammino in questo settore".
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"Negli anni cinquanta, la produzione in Piemonte enomeccanica locale era inesistente"
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 Un cammino pionieristico, visto che il futuro doveva ancora essere tracciato.
Sono le fotografie che ritraggono questo tempo a restituirci l'immagine di un uomo, con le braccia incrociate dietro la schiena, in compagnia dei suoi progetti.
Mille, tutti accavallati e sparsi in testa, nell'attesa di riordinarsi magicamente e uscirne con tempi e modi tanto efficaci.
"Furono in due, qui a Canelli, a tracciare la strada alle aziende enomeccaniche: mio padre che incentrò l'attività sulla costruzione di recipienti per la vinificazione, autoclavi e pastorizzatori e il suo grande amico Tommaso Culasso, col quale divise l'avventura africana, che invece si dedicò alle macchine riempitrici e alle gabbiettatrici".
I due, laggiù, divisero probabilmente anche la nostalgia per le verdi colline canellesi e il desiderio di un futuro diverso.
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Anni quaranta.
In viaggio verso Adis Abeba. Dall'alto in senso orario: Sirio Aliberti, Ceretto, Culasso, Asinari. |
Un cammino pionieristico, visto che il futuro doveva ancora essere tracciato.
Sono le fotografie che ritraggono questo tempo a restituirci l'immagine di un uomo, con le braccia incrociate dietro la schiena, in compagnia dei suoi progetti.
Mille, tutti accavallati e sparsi in testa, nell'attesa di riordinarsi magicamente e uscirne con tempi e modi tanto efficaci.
"Furono in due, qui a Canelli, a tracciare la strada alle aziende enomeccaniche: mio padre che incentrò l'attività sulla costruzione di recipienti per la vinificazione, autoclavi e pastorizzatori e il suo grande amico Tommaso Culasso, col quale divise l'avventura africana, che invece si dedicò alle macchine riempitrici e alle gabbiettatrici".
I due, laggiù, divisero probabilmente anche la nostalgia per le verdi colline canellesi e il desiderio di un futuro diverso.
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 Nella sua prima officina a Canelli, Sirio Aliberti modellava le lamiere con un attrezzo da lui stesso costruito utilizzando alcune canne di obici residuati: ciò che altri avrebbero ricordato come simbolo di distruzione, in mano sua si convertì in strumento di ricostruzione.
In quell'officina, con il suo insegnamento, si formarono, nel tempo, numerosi tecnici alcuni dei quali sarebbero diventati poi affermati imprenditori nel settore enomeccanico.
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1955.
La prima officina,
troppo piccola,
costringeva alcune
lavorazioni
all'esterno. |
| Pietro Cavagnino lavorò con Aliberti già alla fine degli anni quaranta.
"Il nostro era prima di tutto un rapporto di amicizia e nelle mie rare licenze, da militare, passavo sempre da casa sua per un saluto. Nel cinquantadue, dopo il congedo, ritornai a lavorare da lui nella nuova azienda con l'incarico di sviluppare altre tipologie di macchine, quelle che avrei prodotto nella mia azienda qualche anno dopo. Di Sirio, ricordo soprattutto la capacità di far fronte alle situazioni d'emergenza, che risolveva con determinazione, la stessa che ho ritrovato successivamente in sua figlia Elda".
Anche Filippo Neri ha un ricordo chiaro del giorno in cui, quattordicenne, accompagnando il padre e il fratello maggiore, varcò la soglia dell'officina
"Mio padre cercava un'occupazione per mio fratello ma, alla fine, Sirio si rivelò più interessato a me. Mi insegnò a lavorare al tornio e con lui rimasi diversi anni fino a quando decisi di mettermi inproprio. Lui ne fu felice e continuò ad interessarsi della mia crescita professionale non facendomi mancare preziosi consigli. Quello che ho realizzato come costruttore è anche merito suo. Sono fiero di considerarlo un secondo padre".
Fu una vita dedicata al lavoro e alle persone, pragmatica ma impreziosita da sentimenti di comprensione per il prossimo. Fino al 1985.
Oggi, la società Sirio Aliberti compie cinquantanni e da quel millenovecentocinquantatre molte cose nel mondo del lavoro sono cambiate, praticamente tutto: il mercato, le tecnologie, la gestione dell'impresa.
Un arco di tempo durante il quale le generazioni si sono avvicendate tramandandosi un patrimonio umano e tecnologico che è alla base di ogni successo.
Le rumorose officine, polverosi luoghi di fatica e sudore, sono distanti mezzo secolo e la nuova azienda
Aliberti sorge su un'area di 2.400 mq. a Calamandrana a pochi passi da Canelli.
Con Andrea, figlio di Elda e suo più stretto collaboratore, attraversiamo i reparti di produzione attrezzati con sofisticata tecnologia
"L'organico è di trenta dipendenti, fra impiegali, tecnici e operatori d'officina. Qui progettiamo e realizziamo autoclavi, vinificatori, orizzontali e verticali, serbatoi in acciaio, prelevacampioni isobarici, saturatori e dosatori in acciaio inox per l'immissione di chiarificanti in autoclave, ma specifiche richieste ci provengono anche dal settore chimico, alimentare e farmaceutico. Un forte incremento produttivo giunge dall'accordo siglato con il Gruppo Della Toffola che, con le sue cinque divisioni operative in Italia, Francia, Spagna, Argentina e Cile e gli oltre trecento dipendenti, è una delle maggiori realtà industriali del settore.
Dal 1997 la nostra azienda è confluita sinergicamente all'interno di questo gruppo, consolidando ancor più la sua presenza sui mercati internazionali".
Fuori, alcuni automezzi partono per consegnare, in tutto il mondo, le idee di un uomo canellese, padre della tecnologia enomeccanica.
Un importante compleanno per la società Sirio Aliberti, quello nel 2003
Il brindisi ci fa pensare che l'azienda, forse perchè opera nel settore del vino, sembra migliorare con il passar del tempo. Auguri. |
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