SIRIO ALIBERTI - Rassegna stampa -

   Tratto da : Rivista "BAROLO & CO." ANNO X - NUMERO 1 FEBBRAIO 1992
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La formazione di nuovi tecnici  
Sirio Aliberti nasce a Canelli nel 1908 da una famiglia contadina; a diciotto anni emigra in Francia - a Nizza - ove lavora presso alcune officine meccaniche.
In seguito si trasferisce in Algeria e successivamente in Etiopia.
Durante la seconda guerra mondiale è internato in un campo di prigionia inglese; mette a frutto la sua naturale e spiccata intraprendenza.
Riesce a costruire con chissà quali materiali una macchina per il caffè; apre allora un piccolo bar nel campo di prigionia.
Nel 1947 - dopo 18 anni d'assenza - rientra a Canelli. "Avevo praticamente i vestiti che portavo" racconterà sovente ai figli.
Lavora dapprima in un'officina appartenente al fratello, ma nel 1953 si mette in proprio.
Con non pochi sacrifici, riuscì ad acquistare un terreno ove sorge ora l'attuale officina; occorreva acquistare i macchinari in modo particolare una calandra per girare i fogli di lamiera, ma costava.
Senza perdersi d'animo acquistò presso un ente americano dì residuati bellici,

Sirio Aliberti


tre cannoni che mise insieme, costruendo con poca spesa una calandra che gli permise di dare inizio alla produzione dì autoclavi.
Nel 1949 costruisce la prima autoclave per la produzione di spumanti; verrà consegnata alla ditta Ariano di Santo Stefano Belbo.
Il primo pastorizzatore Aliberti data invece 1954.
L'industria italiana degli spumanti era in crescita, notevoli difficoltà si incontravano per la stabilizzazione degli spumanti dolci.
L'impianto ebbe successo grazie anche al fatto che controbilanciava la pressione in aumento nelle bottìglie.
Alcuni enologi lo ritengono ancor oggi il miglior sistema di pastorizzazione in bottiglia. L'impianto aveva una potenzialità dì 1000/1500 bottiglie ora, la temperatura era dì 50° gradi, la pressione sulle 4 atmosfere.
Le bottiglie restavano immerse in acqua per circa quattro ore. Con gli anni sessanta diminuì la richiesta di questo impianto, causa l'eccessiva manodopera richiesta.
Sirio Aliberti morì a Canelli nel 1985.
L'azienda, oggi in attività sotto la guida della figlia Elda, ha recentemente inaugurato a Canelli il nuovo stabilimento.
Il fondatore dell'azienda ha l'indiscusso merito di avere formato negli anni 50/60 molte figure specializzate dotate di grande professionalità e di ampia capacità organizzativa.
Molti si metteranno in proprio: nascerà l'indotto canellese con i marchi famosi, oggi presenti in tutti gli stabilimenti enologici in Italia e nel mondo.

Lorenzo Tablino

 

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