Sirio Aliberti nasce a Canelli nel 1908 da una famiglia contadina; a diciotto anni emigra in Francia - a Nizza - ove lavora presso alcune officine meccaniche.
In seguito si trasferisce in Algeria e successivamente in Etiopia.
Durante la seconda guerra mondiale è internato in un campo di prigionia inglese; mette a frutto la sua naturale e spiccata intraprendenza.
Riesce a costruire con chissà quali materiali una macchina per il caffè; apre allora un piccolo bar nel campo di prigionia.
Nel 1947 - dopo 18 anni d'assenza - rientra a Canelli. "Avevo praticamente i vestiti che portavo" racconterà sovente ai figli.
Lavora dapprima in un'officina appartenente al fratello, ma nel 1953 si mette in proprio.
Con non pochi sacrifici, riuscì ad acquistare un terreno ove sorge ora l'attuale officina; occorreva acquistare i macchinari in modo particolare una calandra per girare i fogli di lamiera, ma costava.
Senza perdersi d'animo acquistò presso un ente americano dì residuati bellici,